La Camera nega l'arresto di Cosentino
L'Aula della Camera ha negato la richiesta di arresto nei confronti del deputato del Pdl Nicola Cosentino. I deputati presenti in Aula erano 607, la maggioranza si assestava al numero di 304. Hanno votato "sì" 298 deputati, in 309 hanno invece espresso voto contrario. Cosentino ha annunciato di volersi dimettere da coordinatore del Pdl campano "un minuto dopo dal voto in Aula".
19 AGO 20

L'Aula della Camera ha negato la richiesta di arresto nei confronti del deputato del Pdl Nicola Cosentino. I deputati presenti in Aula erano 607, la maggioranza si assestava al numero di 304. Hanno votato "sì" 298 deputati, in 309 hanno invece espresso voto contrario. Cosentino ha annunciato di volersi dimettere da coordinatore del Pdl campano "un minuto dopo dal voto in Aula".
Silvio Berlusconi ha espresso soddisfazione per il voto della Camera: "Il Parlamento che non poteva rinunciare alla tutela di se stesso. E' una decisione assolutamente giusta, in linea con la Costituzione''. Ha aggiunto: "Il parlamentare Cosentino affronterà il processo da uomo libero, come è giusto che sia". Il leader del Carroccio, Umberto bossi, è tra i ventidue parlamentari che non hanno partecipato al voto. Otto sono deputati del Pdl, che ha registrato le assenze più numerose. L'ex ministro dell'Interno, Roberto Maroni, si è detto contrariato dalla scelta di voto libero e ha precisato: "Io ho mantenuto la posizione favorevole all'arresto".
Il deputato Cosentino in mattinata aveva detto: “Vorrei far notare che uno dei pm che mi ha indagato oggi fa politica attiva perché è assessore alla giunta di De Magistris”. Secondo Cosentino l’accusa proviene “solo da una parte che non mi ha nemmeno voluto interrogare per molto tempo. Vorrei essere giudicato almeno in primo grado prima di andare in carcere”.
Parlando delle ipotetiche parentele mafiose il deputato del Pdl ha risposto: “In un comune piccolo ci sono parentele tra tutti. Ma io non ho alcuna parentela diretta con nessuno”. Di prima mattina il gruppo del Pdl alla Camera aveva annunciato l’intenzione di chiedere lo scrutinio segreto per la votazione sull’autorizzazione all’arresto. Mario Landolfi, deputato del Pdl, ha spiegato ai giornalisti che la richiesta del voto segreto è stata motivata da una scelta di coscienza: “Sono temi troppo importanti e non si può farne oggetto di mercanteggiamento politico. La Lega non c’entra”. Maria Stella Gelmini si è detta d’accordo con i Radicali per quanto riguarda “l’impianto accusatorio debole”.
Turbolenta la riunione di questa mattina della Lega. Ieri sera il leader Umberto Bossi ha confermato di voler lasciare libertà di coscienza sul voto [leggi La rottura della Lega su Cosentino]. Il leader di Sel, Nichi Vendola, ha detto: “Ci sarà sicuramente imbarazzo in quella Lega che ha costruito la propria immagine sugli stilemi del populismo giustizialista e che si appresta ancora una volta a reggere il moccolo al circo berlusconiano”.
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